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    Pubblicazioni



 

Giancarlo Pizzi, Storia degli Amaltei

Redazione e cura editoriale di Adriano Miolli e Bruno Callegher
Edizioni Becco Giallo, 1990

 

Quella degli Amaltei è una famiglia di fratelli celebri: Cornelio Paolo e Marcantonio poeti nel Quattrocento; Gerolamo, Giambattista e Cornelio umanisti nel Cinquecento; Ottavio medico e Attilio alto prelato nel Seicento assieme ad Aurelio e Ascanio poeti di corte a Vienna e a Parigi; infine Francesco e Ascanio letterati tra il Settecento e l'Ottocento.
L'autore dedica questa storia «ai fratelli Ciro ed Eugenio Cristofoletti, i miei zii "umanisti" come i nostri antenati Amaltei».

Estratto dal testo: Gerolamo Aleandro




 

 

Sergio Momesso, La collezione di Antonio Scarpa (1752-1832)

Bertoncello Artigrafiche, Cittadella (PD),  2007
440 pp., 133 illustrazioni a colori e  bianco e nero. cm 28x21, rilegatura in cartonato rivestito in tela, sovraccoperta ill. 

ISBN 978-88-86868-24-2

 

Il volume ricostruisce un importante capitolo del collezionismo di pittura antica, dal primo periodo napoleonico alla fine dell’Ottocento, tra Lombardia e Veneto. È la storia della collezione di Antonio Scarpa (Motta di Livenza, 1752 – Pavia, 1832), grande anatomico e chirurgo, professore delle Università di Modena e di Pavia. Da qui si dedica alla raccolta di quadri delle principali scuole pittoriche italiane con l’aiuto di alcune delle figure piú importanti della cultura neoclassica lombarda.

Dopo la sua morte la collezione di dipinti è ereditata dal fratello e dal nipote residenti nel suo paese natale, Motta di Livenza. Nel corso dell’Ottocento la Pinacoteca Scarpa è una delle piú importanti collezioni private aperte al pubblico nel Veneto e meta obbligata dei grandi conoscitori che hanno fondato la moderna Storia dell’arte. Una situazione che perdura intatta fino al novembre 1895, quando i quadri sono portati a Milano e sono venduti in un’asta pubblica. Allora il grande San Sebastiano dipinto da Andrea Mantegna, il piú celebre ed emblematico dei quadri raccolti dal professor Scarpa, era però già approdato nella casa veneziana del barone Franchetti, la Ca’ d’Oro.

 

[L'autore] Sergio Momesso è nato a Motta di Livenza nel 1967. Ha studiato Storia dell'arte con Alessandro Ballarin presso l'Università di Padova. È laureato in Lettere e dottore di ricerca. Dal 1991 al 1999 ha collaborato alla ricerca e alle attività editoriali di Alessandro Ballarin (Le siècle de Titien, 1993; Dosso Dossi e la pittura a Ferrara negli anni del ducato di Alfonso I, 1994-1995; Jacopo Bassano. Scritti, 1995; Jacopo Bassano. Parte prima. Tavole, 1997).
Ha pubblicato contributi sul "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, sull'attività giovanile di Marco Basaiti, su Pomponio Amalteo e sul Duomo di Motta di Livenza.

 

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Estratto: Prefazione e antologia immagini (per gentile concessione dell'autore)

Galleria




 

Antonio Scarpa. La scuola e l'uomo di scienza

Pubblicazione a cura degli allievi dell'ISISS Antonio Scarpa, edita in occasione dell'intitolazione della scuola a Antonio Scarpa (12.11.2005)

 

ISISS "Scarpa", Antonio Scarpa. La scuola e l'uomo di scienza




  Giorgio Taboga, Andrea Luchesi, genio incompreso tra Riccati e Beethoven

in EPISTEME - Physis e Sophia nel III millennio - An International Journal of Science, History and Philosophy, n. 4 - 2001

 

http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep4/ep4tab-it.htm

Giorgio Taboga, Andrea Luchesi, genio incompreso tra Riccati e Beethoven


 

 




 

Gustavo Corni, Angelo Schwarz, Eugenio Bucciol
Inediti della grande guerra: immagini dell'invasione austro-germanica in Friuli e nel Veneto orientale

Prefazioni di Erich Hillbrand, Mario inenghi, Richard Geog Plaschka
Coordinamento del progetto di ricerca e della pubblicazione: Bruno Callegher e Adriano Miolli
1a edizione: B&MM Fachin, Trieste, 1990

Nuova edizione: Nuova Dimensione, Portogruaro (VE), 2008

ISBN 978-88-85327-24-5

 

I saggi di Gustavo Corni (La società veneto-friulana durante l'occupazione militare austro-germanica 1917-1918), Eugenio Bucciol (Dalla Moldava al Piave. I legionari cecoslovacchi sul fronte italiano nella grande guerra), Angelo Schwarz, (La prima propaganda è quella per gli occhi. Note in margine a un campione di foto del Kriegsarchiv e della Nationalbibliothek di Vienna) sono accompagnati da un ingente numero di fotografie di fonte austro-germanica, per la maggior parte inedite, provenienti dall'Archivio di Guerra e dalla Biblioteca Nazionale di Vienna, che documentano aspetti bellici e della vita della popolazione durante l'anno di occupazione austro-germanica nei paesi del Friuli, delle retrovie e della linea del fuoco lungo il Piave.

«In queste fotografie ho visto l'altra faccia del fronte, quella che per noi era rimasta sconosciuta e di cui sempre si è poco o niente parlato. Salvo nei filò nelle stalle, sottovoce, nel tempo d'inverno tra Piave e Isonzo finché sono rimasti in vita coloro che la vissero» (Mario Rigoni Stern, La Stampa)




  Nel segno di Buso (a cura di Roberto Costella)

Ed. Becco Giallo, Ponte di Piave (TV), 2007

ISBN 978-88-85832-43-5

 

La monografia curata da Roberto Costella sul grande disegnatore opitergino Armando Buso (1914-1975) porta a compimento un'indagine storico-artistica avviata fin dal 1990 (accompagnata da ricerche biografiche e archivistiche, contatti e confronti con estimatori e collezionisti, documentazione fotografica e schedatura di opere pittoriche e grafiche, interventi di divulgazione, organizzazione di esposizioni) e completata nel 2007, dopo l'incontro con Arturo Benvenuti ed Eugenio Bucciol, intellettuali vicini all'artista e sostenitori della sua causa estetica.

Il catologo "Nel segno di Buso" presenta una sezione teorica quanto mai estesa e pressoché inedita nei saggi, ridefinita e globale negli apparati, applicata a quarant'anni di ricerca figurativa e di interpretazione estetica dell'artista (fondamenti artistici e logiche evolutive, valenze tecniche e peculiarità espressive, mondo tematico e affinità storico culturali) e una sezione iconografica di disegni, incisioni e dipinti coerentemente correlata alla sezione teorica.